FOGGIA – Una donna di 34 anni è morta colpita dall’influenza A. È deceduta nella notte tra il 24 ed il 25 novembre all’ospedale D’Avanzo di Foggia dove era ricoverata dal 13 del mese corrente per polmonite e insufficienza respiratoria. Il bilancio continua quindi ad aggravarsi dopo i tre decessi di ieri: una bambina di due anni ricoverata al Vito Fazzi di Lecce che conviveva con una malformazione congenita al cuore; una donna di 60 anni di Bari ed una 58enne cardiopatica di Andria ricoverata in rianimazione all’ospedale di Trani per difficoltà respiratorie. Restano gravi le condizioni di altre 42 persone, ricoverate nelle terapie intensive pugliesi.
EMERGENZA RIANIMAZIONE – Cominciano a scarseggiare però i posti in rianimazione. Oltre il 50 per cento dei letti sono occupati. E la pandemia non sembra arrestarsi, colpa anche dei pochi cittadini che si sono vaccinati. Sono solamente 23mila le persone che si sono immunizzate, 230mila invece le dosi di farmaco ancora a disposizione. Dopo l’input del ministero della Salute, l’assessorato alla Sanità ha deciso di cominciare a vaccinare anche i più anziani, ovvero chi ha più di 65 anni. Questa categoria era rimasta esclusa. Quindi, chi ha più di 65 anni e vuole vaccinarsi adesso può farlo. Basterà presentarsi nel più vicino dei 137 ambulatori sparsi per la Puglia.
FONDAMENTALE LA VACCINAZIONE – «In Italia con grande sforzo delle industrie farmaceutiche e del governo – ha spiegato l’assessore regionale Fiore – sono state distribuite quattro milioni di dosi di vaccino, di cui solo il 10% e stato usato; ciò vuol dire non fare argine al virus che ha colpito tra i 2,5 ed i 3 milioni di cittadini. In Puglia – prosegue – i 42 casi più gravi sono stati sottoposti a ventilazione artificiale, a circolazione extracorporee. Sono pochi casi rispetto al numero degli ammalati ma significativi, per questo abbiamo aumentato il numero dei posti letto in rianimazione d’urgenza». In Puglia, nella settimana tra il 15 ed il 22 novembre, si sono registrati 37mila nuovi casi di influenza A, le fasce d’età maggiormente colpite sono quelle tra 0-4 e 5-15 anni
Fonte: Corriere.it

