Influenza A: anziano muore in ospedale

19 novembre 2009

LECCE — Cosimo Rollo, 77 anni, della provincia di Lecce, è morto lunedì sera nel repar­to di Rianimazione dell’ospe­dale «Vito Fazzi» per compli­cazioni dovute a un attacco in­fluenzale da virus A/H1N1. La notizia del decesso si è diffu­sa solo ieri pomeriggio e la stessa direzione sanitaria del nosocomio leccese ha fatto una certa fatica a reperire le informazioni sul primo caso di morte nel Salento legato al­le conseguenze della sindro­me pandemica che tanto allar­ma la popolazione mondiale malgrado ne sia stata più vol­te sottolineata la moderata gravità.

IL CASO – Mercoledì sera, a quasi 24 ore di distanza dalla morte del pa­ziente, i massimi dirigenti del «Fazzi» ancora si affannavano a trovare conferme di quanto accaduto nel loro ospedale. L’anziano, con patologie pol­monari e cardiache, in partico­lare affetto da valvulopatia, era stato ricoverato lunedì nel reparto di Medicina per poi es­sere trasferito il giorno succes­sivo, con un’insufficienza re­spiratoria, nel reparto di Ane­stesia e Rianimazione diretto dal dottor Raffaele Caione. Al momento del ricovero era feb­bricitante. L’uomo aveva im­piantato un pacemaker e veni­va trattato con anticoagulan­ti. Intanto nell’Asl di Lecce si apre un caso su questa morte innescata dal virus H1N1, so­prattutto in riferimento alla mancata segnalazione del ca­so da parte dei medici ai livel­li superiori dell’organigram­ma ospedaliero, tant’è che fi­no a ieri sera nessuna comuni­cazione ufficiale era stata inol­trata dal «Fazzi» all’assessora­to regionale alla Salute. Solo dopo insistite ricerche il diret­tore sanitario dell’ospedale, Giampiero Frassanito, ha po­tuto ricostruire la storia clini­ca dell’ammalato relativa ai sette giorni di degenza.

IL DIRETTORE – «I polmoni erano compro­messi – spiega il direttore sa­nitario dell’Asl Franco Sana­po, ma ci sono da considerare anche i problemi metabolici. Era un paziente critico ed è morto per cause innescate dal virus. Se fosse stato solo un problema polmonare lo avremmo curato con l’Ecmo, la macchina per la respirazio­ne extracorporea, ma eviden­temente l’insufficienza respi­ratoria ha fatto scattare altri meccanismi». Mercoledì 18, intanto, c’è stata la riunione del grup­po di lavoro dell’Asl sulla pan­demia coordinato proprio da Sanapo, che, negli ultimi due giorni presi in esame, ha regi­strato un andamento costan­te degli accessi ospedalieri e delle richieste d’intervento presso le Guardie mediche. In particolare presso il Pronto soccorso dell’ospedale «Vito Fazzi» di Lecce, dove si evi­denzia il maggior numero di richieste, si sono registrati, nella giornata di martedì 17, 174 accessi di persone adulte e 12 di età pediatrica. Di que­sti solo 8 sono stati i casi di soggetti adulti con sospetta influenza A, mentre sette han­no riguardato bambini, men­tre i ricoveri per sospetta in­fluenza sono stati 2 in età adulta e nessuno in età pedia­trica. In totale i ricoveri regi­strati in tutti gli ospedali della Asl per sospetta influenza A, nella rilevazione del 17 no­vembre, sono stati 4 in età adulta e nessuno in età pedia­trica. In totale il numero dei pazienti che hanno fruito del servizio di pronto soccorso nei 9 ospedali della Asl nella giornata di martedì sono stati 538 in età adulta e 45 in età pediatrica. Tra questi i casi di sospetta influenza A segnalati sono stati 11 in pazienti adul­ti e 11 in età pediatrica. Inol­tre, sono in costante aumento le chiamate al 118 anche per semplice consulenza.

Fonte: Antonio Della Rocca, Corriere.it

ROMA: in calo gli accessi in ospedale per l’influenza A

18 novembre 2009

Il Lazio resta tra le regioni maggiormente colpite dalla suina. Ma in questa settimana sono calati gli accessi in pronto soccorso legati all’influenza A.
Lunedì il Sistema di Sorveglianza Sindromica di Laziosanità-ASP ha evidenziato che 147 pazienti si sono rivolti in ospedale accusando febbre alta e difficoltà respiratorie e 19 sono state le persone ricoverate. I numeri indicano che i romani stanno imparando a non aver paura del virus H1N1, che sta diventando un compagno di viaggio per quest’inverno che ci accompagnerà almeno fino ad aprile. Sono aumentati, infatti, i contagi ma sta scemando la paura.
Complessivamente nella settimana che va dal 10 al 16 novembre la media quotidiana di accessi nei Dea è stata di 177,43 contro i 231,85 dei sette giorni precedenti e per quanto riguarda i ricoveri il dato è sceso da 35,28 a 28,29.
Importante sottolineare anche una diminuzione degli ingressi per la fascia pediatrica 0-14 anni, che resta comunque la più colpita, ma scende a circa il 55 per cento del totale. Parallelamente sale al 36,96 la percentuale se si considera la fascia 15-64 anni, in aumento rispetto al valore che sette giorni fa era del 31 per cento del totale. Stabile, invece, la fascia over 64 anni.
Intanto prosegue a ritmo serrato la distribuzione e la somministrazione dei vaccini, che dovrebbe nei prossimi giorni essere facilitata anche dall’attivazione di 590 studi di medici di famiglia che, avendone i requisiti, faranno richiesta.

Fonte: Il Giornale

Virus A, auto-test a ruba. Il ministero: inaffidabili

17 novembre 2009

ROMA — Introvabili in farmacia. Un vero affare per chi li produce e distribuisce. I test rapidi per l’autodiagnosi dell’influenza sono uno dei fenomeni commerciali collegati alla pandemia. Parliamo dei kit che vengono offerti per la (presunta) diagnosi fai da te dell’influenza. Non solo di quella A H1N1, ma di tutti i virus di tipo A e B, dunque anche quelli della stagionale. Ed ecco che i tamponcini da portare a casa e scartare quando compaiono mal di gola, febbre e dolori articolari sono andati a ruba. In poche settimane la Voden Medical Instruments, che distribuisce per conto di un’azienda tedesca uno dei tre test oggi disponibili (l’unico ad avere l’autorizzazione per impiego non professionale) ne ha venduti circa 50 mila.

I magazzini sono vuoti, nei prossimi mesi prevedono di darne via almeno 10 mila a settimana. Ma il viceministro al Welfare, Ferruccio Fazio avverte: «I test fatti a casa non servono a niente, l’unica diagnosi affidabile è quella del medico, con la visita». In un documento i tecnici scrivono che le autoanalisi «hanno scarsa sensibilità rispetto agli esami di tipo molecolare, il che comporta un rischio non indifferente di incorrere in falsi negativi. Ovvero individui affetti da influenza A H1N1 potrebbero essere negativi. Per questo motivo non sono raccomandati». «Le cooperative dei farmacisti del Lazio non lo hanno acquistato. Non vogliamo vendere ai clienti prodotti illusori», dice Franco Caprino, presidente di Federfarma regionale. Alla Voden invece insistono: «In questo periodo circola solo il virus A H1N1, dunque in caso di positività non c’è pericolo di scambiarla per un’infezione diversa — dice l’amministratore delegato Daniele Cesana —. Non ci aspettavamo questo successo». I test costano da un minimo di 8 euro e mezzo a 14 euro e 60. Mentre EgoTestFlu, della Voden è registrato presso il ministero come dispositivo per l’autoanalisi ed è certificato per tale scopo dall’Ente tedesco, gli altri due (Influtest A-B e Screen Flu) riportano sulla confezione esterna la dicitura «per uso professionale» dunque non sono per il pubblico.

Certo è che il rischio di speculazioni si propaga con la pandemia. Sophos, compagnia britannica che produce software per la sicurezza, sostiene di aver intercettato centinaia di milioni di messaggi spam e siti che reclamizzano finte medicine e antivirali contraffatti. In Italia le vittime dell’influenza A sono 61, tutte tranne 3 già con gravi malattie. 160 mila i vaccinati. In Veneto la richiesta da parte delle categorie «prioritarie» (operatori dei servizi essenziali e pazienti con patologie croniche) è stata talmente tiepida (18 mila dosi inoculate sulle 260 mila disponibili) da indurre la Regione ad allargare la profilassi ai bambini e, in successione, agli anziani e poi al resto della popolazione. Anche in Francia la vaccinazione procede a rilento. La campagna è partita il 10 novembre, molto dopo di noi. Le autorità francesi hanno autorizzato la vendita di un vaccino senza adiuvante, cioè la sostanza che ne rafforza la capacità di immunizzare. Verrà dato a donne incinte e bambini e malati cronici. L’Italia ha fatto una scelta diversa acquistando Focetria di Novartis, con adiuvante. Fazio non ha dubbi: «Ha il vantaggio di funzionare anche in caso di mutazione del virus ed è sicuro».

Fonte:Margherita De Bac
corriere.it

Sicilia, donna incinta con influenza A in gravi condizioni viene fatta partorire

14 novembre 2009

MILANO – Ancora cinque decessi in Italia causati dall’influenza A, mentre destano poi particolare preoccupazione le condizioni di una donna di 30 anni affetta da influenza A e ricoverata all’Ismett di Palermo. La donna, all’ottavo mese di gravidanza, è stata fatta partorire nell’ospedale di Caltagirone, nel Catanese. I due bambini, che pesano 2,2 e 1,8 chilogrammi stanno bene ma per precauzione sono stati trasferiti nel reparto di terapia intensiva della neonatologia dell’ospedale di Ragusa.

«CONDIZIONI MOLTO GRAVI» – La notizia, riportata dal quotidiano La Sicilia, è stata confermata dall’Azienda sanitaria provinciale di Catania. La trentenne ha una broncopolmonite bilaterale con più focolai e una pleurite. Era stata ricoverata nel reparto Malattie infettive dell’ospedale etneo Gravina mercoledì scorso dopo cinque giorni trascorsi a casa per curare una broncopolmonite. Il quadro clinico si è aggravato per una grave insufficienza respiratoria e la paziente è stata fatta partorire in anticipo. La donna è stata trasferita d’urgenza a Palermo dove il tampone per la presenza del virus A/H1N1 ha dato esito positivo. Le condizioni della paziente sono definite «molto gravi» dai medici anche se la donna sembra stia rispondendo al trattamento di respirazione assistita con il polmone artificiale, che è la stessa macchina utilizzata per una ragazza di Monza colpita da influenza A, uno dei primi casi diagnosticati di questa malattia in Italia. Una settimana prima di ammalarsi il primo figlio della paziente, che ha cinque anni, aveva avuto febbre e tosse. Lei, nonostante l’avanzato stato di gravidanza, lo ha assistito e sarebbe stata contagiata durante le cure prestate al piccolo. Secondo i ricercatori il 50% circa dei casi di influenza A negli adulti sono dovuti a contagio da bambini.

CINQUE DECESSI – Cinque i decessi nella giornata di sabato. Un 44enne, Michele Donati originario di Grottaminarda è morto ad Avellino Il paziente era risultato positivo al test e presentava un quadro clinico gravemente compromesso da patologie respiratorie e cardiache. Morto un 67enne, anche questo con patologie pregresse, a Novara. A Ruviano, in provincia di Caserta, è deceduta Maria Rino, 77 anni, affetta da cardiopatia ischemica, fibrosi cistica polmonare e portatrice di pacemaker. Di patologie pregresse soffriva anche la donna di 48 anni morta la notte scorsa nell’ospedale di Terni, dove era stata ricoverata una decina di giorni fa. E un uomo di 64 anni è morto al Cardarelli di Napoli. Era ricoverato nel reparto di rianimazione ed era risultato positivo al test dell’H1N1.

VACCINO – I sanitari insistono intanto sull’importanza della vaccinazione per i soggetti a rischio, tra i quali anche le donne incinte. I 91 casi di effetti collaterali registrati in Francia destano preoccupazione. Ma il vaccino, assicura il viceministro Ferruccio Fazio, «non è pericoloso». «Vi dovete fidare di me, farò vaccinare anche i miei figli», ha detto intervistato dai ragazzi nel corso di una trasmissione televisiva. D’altra parte, il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, ha fatto sapere, nonostante la gravidanza che non farà il vaccino contro l’influenza A.

Fonte: CORRIERE.IT

Influenza suina: la risposta degli esperti circa l’innocuità del vaccino

13 novembre 2009

E’ giunta la risposta ai quesiti che il Codacons ieri aveva rivolto al Ministero della Salute e all’AIFA riguardo l’innocuità dei vaccini contro l’infleunza A; a tranquillizzare gli animi ci ha pensato il professore Francoi Cuccurullo, Presidente del Consiglio Superiore di Sanità.

Inoltre lo studioso precisa che i dati sulla sicurezza del vaccino sono confermati da anni di studio effettuati dal 1997 al 2006 e su 27 milioni di persone già vaccinate con presidi farmacologici che detenevano tale adiuvante e dunque si fa riferimento alle rilevazioni del sistema di farmacovigilanza per sottolineare il fatto che riguardo ad eventuali reazioni avverse non ci sono differenze fra vaccini con o senza adiuvante.

Correlazione dello squalene con la sindrome della Guerra del Golfo

Uno studio del 2000 mise in correlazione la presenza di anticorpi anti squalene nel sangue con l’insorgenza della “sindrome della guerra del Golfo” nei veterani della guerra: il 95% dei militari che mostravano i sintomi della sindrome presentava gli anticorpi, non rilevabili negli individui del campione che non presentavano i sintomi. Due autori dello studio e un terzo ricercatore pubblicarono un’altra analisi nel 2002; in questo studio misero in correlazione la presenza degli anticorpi antisqualene nei soggetti affetti dalla sindrome del Golfo con la somministrazione di squalene contenuto in alcuni lotti di vaccino anti antrace. Studi successivi evidenziarono diverse carenze tecniche nel metodo di analisi dei dati adottato nello studio. Fu, inoltre, appurato che i vaccini contro l’antrace somministrati ai militari in questione non contenevano squalene. Uno studio condotto nel 2009 non ha rilevato correlazione tra gli anticorpi anti-squalene e l’insorgenza della sindrome del Golfo (Phillips et al., Vaccine 27 (2009) 3921-3926).

Stante dunque l’innocuità dello squalene il motivo per cui lo si aggiunge al vaccino è dato dal fatto che tale adiuvante migliora la risposta agli antigeni influenzali, insomma, il vaccino agirebbe meglio ed in forma più completa.

Nessuna paura infine sui tempi ritenuti ristretti da parte del Codacons, circa la preparazione del vaccino; secondo lo studioso infatti, gli studi contro questa pandemia sono ben lungi ed antecedenti alla data di approvazione del vaccino, visto che la produzione del farmaco viene attivata nel momento in cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità isola i ceppi responsabile della pandemia L’autorizzazione all’immissione in commercio per i vaccini pandemici viene rilasciata dalla Commissione Europea su indicazioni dell’EMEA (Agenzia Europea dei Medicinali). A oggi, i vaccini autorizzati e utilizzati a livello europeo sono : Focetria, Pandemrix, Celvapan. Vaccini che non presentano molte differenze rispetto a quelli che siamo abituati ad assumere negli anni, fatto quest’ultimo che consente di preparare il vaccino in quattro mesi visto che quest’ultimo non presenta eccessive differenze con quelli che già abbiamo avuto modo di conoscere negli anni scorsi. Le prove di sicurezza da effettuare per la registrazione non riguardano praticamente più gli adiuvanti, già ampiamente sperimentati, ma solo la nuova composizione antigenica del vaccino, che rappresenta l’unica incognita, come ogni anno avviene per i vaccini stagionali.